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2016
Recupero di una parte di antico nucleo e riconversione ad uso abitativo-commerciale
Viganò (LC)


con A. Sala


in corso...


Gli immobili esistenti risalgono ad epoche differenti ed hanno varie destinazioni d’uso.
Si tratta di ambienti in parte appartenenti al laboratorio di panificazione originario, altri ancora di recente ammodernamento.
All’interno di essi insiste un’attività commerciale di tipo alimentare con servizio di panificio risalente fin dall’anno 1850 che negli anni si è sviluppata e, man mano, si è adeguata alle sempre più crescenti esigenze di spazio, dovute all’incremento della produzione.
Mediante il suddetto intervento, l’attività esistente di panetteria, vorrebbe affiancare quella artigianale della pasticceria e proporsi alla vendita attraverso un ambientazione molto particolare, più contemporanea.
Al primo e secondo piano è prevista la ristrutturazione dell’alloggio del proprietario.
L’accesso all’appartamento sarà autonomo rispetto all’attività con accesso dalla piccola corte interna.
Due, sono i propositi progettuali previsti per l’intervento di recupero e valorizzazione del complesso degli immobili che interessano l’intervento.
Se da un lato v’è l’intenzione di salvaguardare quel poco di “prezioso” rimasto, presente all’interno della piccola corte con accesso dalla piazza C. Battisti (il caratteristico prospetto loggiato per intenderci), dall’altro, c’è il desiderio di cercare di dare un senso ad una facciata sprovvista di alcun valore storico e architettonico (quella che delimita il cortile verso la via pubblica), mediante la ricomposizione del suo alto fronte.

LA CORTE INTERNA SU PIAZZA C. BATTISTI
Il progetto prevede il recupero e la valorizzazione dell’antico fronte loggiato caratterizzante l’ambito della piccola corte, mediante l’eliminazione o la modifica degli elementi dissonanti di epoca più o meno recente, quali ad esempio, la ricostruzione della scala in graniglia degli anni ’50, il mascheramento del setto murario non originale (ma indispensabile dal punto di vista strutturale) mediante un rivestimento in legno a doghe verticali a chiusura dell’intera campata, il rivestimento dello spessore dei solai preesistenti in lamiera di rame.
L’intervento prevede inoltre il risanamento ed il riordino compositivo della facciata, nel rispetto degli elementi tipici originari.
La chiusura dello spazio porticato al piano terra, verrà eseguita mediante l’impiego di serramenti in ferro verniciato.
Il tamponamento della campata adiacente le nuove chiusure vetrate, sarà realizzato con tavole spazzolate in legno tinto noce da cm.18x3, fissate in verticale, come d’uso in passato.
Antistante il fabbricato verrà realizzato il completamento del marciapiede con pavimentazione in acciottolato.

IL NUOVO FRONTE VERSO IL CORTILE SU VIA XXIV MAGGIO
L’intento progettuale mira ad una rilettura compositiva dell’alto fronte orientato verso l’area del nuovo parcheggio.
L’intervento di maggior rilievo riguarda la fascia basamentale dell’edificio che identifica la parte destinata alla vendita, mediante lamiere metalliche microforate su disegno di colore brunito, sorrette da un’esile struttura a telaio della stessa finitura.
Questa addizione (o “moderna preesistenza”), oltre ad evidenziare il fronte della nuova attività, configura e delimita l’area di somministrazione esterna annessa al servizio bar, che per questo, avrà una diversa pavimentazione rispetto a quella del cortile.
L’intento è quello di intervenire mediante l’accostamento misurato di un’addizione, come se fosse il ritrovamento di una “stratificazione contemporanea”, differente sia per tecnica costruttiva, sia per scelta materica e cromatica, rispetto alla muratura del fabbrica principale:
una sorta di quinta, un “foglio lievemente piegato” che si sovrappone alla facciata e si caratterizza per l’effetto di micro bucature “a goccia”, con la scritta “Pane rosso”, che lo sdrammatizzano restituendo proporzione e un alto basamento al fabbricato.
L’edificio è trattato come residuo storico mentre l’addizione in metallo prende parte alla composizione della nuova architettura integrandosi ad essa, in un sottile gioco di alternanze tra vecchio e nuovo, presente e passato, solidità e leggerezza.
In orario serale la quinta avrà un particolare effetto di luce, essendo la stessa illuminata nella parte retrostante.
Per quanto attiene la composizione del nuovo fronte, il progetto prevede l’ampliamento delle tre aperture allineate verticalmente tra loro, che avranno la medesima larghezza. Tale modifica ne accentua la verticalità, e le fissa idealmente in simmetria rispetto alla falda triangolare della copertura a padiglione.
Le finestre restanti sono apparentemente disposte con ordine sparso, perché spontanea e povera è l’architettura dei fabbricati di origine rurale.

LA SISTEMAZIONE DEGLI SPAZI ESTERNI
L’ampio spiazzo attualmente incolto e trascurato verrà reso piano e pavimentato.
Il disegno dell’area prevede la disposizione di posti auto con pavimentazione ad elementi drenanti da inerbire e la creazione di alcune aiuole curate a verde, una delle quali posta in aderenza all’area di somministrazione esterna e le altre, posizionate alle estremità degli stalli per il parcheggio delle auto.
In corrispondenza dell’ingresso carraio all’area, verrà collocato un elemento scultoreo verticale, con funzione di citazione reclamistica.
Una sorta di cilindro cavo dal diametro di cm. 80, alto 4,00 mt., realizzato con la stessa lamiera brunita microforata utilizzata per il fabbricato, che riporterà sulla superficie la scritta “Pane rosso” come identificazione della nuova attività commerciale.
L’intenzione è quella di evitare qualsiasi forma di insegna pubblicitaria banale.
Lo slargo d’imbocco all’area, verrà pavimentato con cubetti in porfido, posato nella stessa trama del marciapiede esistente che corre lungo la strada.

IL RECUPERO DEL PICCOLO RUSTICO PORTICATO
Il progetto prevede la demolizione e ricostruzione di un piccolo fabbricato rustico presente nel cortile.
Esso è costituito da un doppio corpo con tetto a due falde, sorretto da pilastri in muratura e travi in legno, realizzato con tecnica costruttiva di tipo tradizionale.
Il nuovo porticato avrà all’incirca le stesse finiture di quello preesistente.
La pavimentazione è prevista in pietra a spacco in lastre o in legno grezzo.
La ricomposizione del nuovo portico è molto importante per l’intervento di recupero dell’area, in quanto la sua costruzione detta ordine allo spazio, definisce l’ambito del cortile e chiude la visuale prospettica sul fondo dello stesso.

ASPETTI COSTRUTTIVI e SCELTA DEI MATERIALI
I materiali e le finiture utilizzate per il recupero degli immobili saranno tipicamente locali:
materiali semplici e “poveri” d’impiego comune, come intonaci, legno, pietra e ferro.
La struttura dei fabbricati verrà consolidata e mantenuta il più possibile fedele allo schema portante originario, costituito da grosse murature in pietrame e mattone con solai in cotto e legno.
Negli ambienti destinati alla vendita, dove possibile, verranno valorizzate e lasciate in vista alcune parti originarie (pareti in pietra, soffitti lignei, ecc.).
Le facciate saranno intonacate tirate a frattazzo fine, tinteggiate color sabbia e caratterizzate da aperture di varie dimensioni e geometria, con serramenti e portoncini in legno tinta naturale di colore noce chiaro.
La nuova addizione che contraddistingue il fronte della parte commerciale, sarà costituita da una struttura in metallo brunito (tipo corten) alla quale verrà fissato il rivestimento in lamiera microforata, avente la medesima finitura.
Il resto delle parti in ferro, parapetti a ringhiera e le griglie, sono previste verniciate di colore marrone scuro.